martedì 21 giugno 2022

Il mare e l'antica Kroton: dalla fondazione, ai miti, agli eroi che la tradizione e la letteratura storica ci hanno tramandato



ARTICOLO APPARSO SULLA RUBRICA  CULTURA KROTONESE de "LA PROVINCIA KR"  (ed. Online),  DOMENICA, 05 MARZO 2017 


Il mare e l'antica Kroton: dalla fondazione, ai miti, agli eroi che la tradizione e la letteratura storica ci hanno tramandato

di Davide Pirillo 

Poco si sente parlare del rapporto che l'antica Crotone aveva col mare, del suo porto e della sua flotta. Eppure i coloni achei arrivarono con l'ausilio di navi ed è certo che, fino alla conquista romana, l'antica polis, aveva un porto geograficamente strategico per le rotte commerciali, vista la posizione tra Taranto e lo stretto di Messina. Il mare rappresentava quell'elemento che per Crotone, come del resto per tutta la civiltà ellenica, era fattore di prim'ordine, inscindibile sia dal mito che dalla vita reale. «Attraversate il vasto mare e accanto all'Esaro fonderete Kroton» ordinò la pizia dell'oracolo di Delfi a Miscello: la vastità marina, quindi, presente a partire dai miti più arcaici. Pensare a una antica Kroton, come città dedita solo a quegli aspetti più conosciuti e celebrati, sradicata dal contesto marinaresco, è una distorsione immaginifica e irreale. Infatti Crotone doveva per forza di cose avere un forte legame con i flutti e avere una flotta navale potente, specie nell'ambito militare, visto che come ci ricordava Strabone, era fortemente dedita alle arti militari insieme alle gare di atletica. Una delle vicende storiche, relativamente più conosciute, che ci restituisce una prima idea dei rapporti tra Kroton e la marineria da combattimento, l'ho già riportata in un articolo precedente pubblicato da La Provincia KR, dove mi sono occupato della figura del comandante (e atleta) Faillo di Crotone, mitico eroe protagonista della partecipazione crotoniate nella battaglia navale di Salamina [leggi articolo]. Faillo, infatti, armò a sue spese una trireme di guerrieri crotoniati distinguendosi e combattendo con ardore, fatto poi celebrato nell'antica Grecia e che ebbe dopo centocinquanta anni dal suo svolgimento, l'onore di attirare l'attenzione di Alessandro Magno in persona, che volle mandare in dono a Crotone, una cospicua parte del bottino di guerra sottratto ai Persiani per ringraziarla della partecipazione navale a Salamina. Della flotta navale crotoniate, e più in specifico di un altro suo comandante eroico e stratega militare, Formione di Crotone, si trova riferimento in alcune fonti antiche, raccolte e riportate in “Cronica dell'antichissima e nobilissima città di Crotone e della Magna Grecia”, dove l'autore e storico Giovani Battista di Nola Molise, nella metà del 1600, scriveva tra la pagina 154 e 156, le vicende mitologiche di Formione. Mi sono dedicato a trascrivere il passaggio del testo per sottoporlo alla vostra lettura e che anche se redatto in italiano seicentesco, tranne per qualche esse lunga (ſ) e qualche u (v) risulta abbastanza comprensibile:
  «Formíone Crotoniata famoſiſſmo & inuitto Capitano generale de Crotoneſi per mare, e per terra, dello quale ſi mentione Teopompo nelli Filippici, e ne tratta Nicolao Leonico nel suo libro de varía Hstoria: lib. 3, cap. 22, Diogene, & altri coſì dicono, che queſto Formione nella guerra de’ Crotoneſi, de' quali egli fu Capitan generale contro Locreſi, fu gravemente ferito, perchè la piaga era difficile à curarſi, andò andò all'ora, colo in Delfo, dal quale hebbe rispoſta, che andaſſe in Lacedemonia, & lui ritrouarebbe ‘il medico, che lo ſanarebbe , e queſto ſarà colui , che primo l'inuitarà a mangiare ſeco, gionto che fù Formione in Sparta , appena era ſmontato dalla lettica che fù inuitato da vn certo giouanetto à cena, e mentre ſtauano cenando,fù dimandato Formione dal giouanetto , qual’era ſtata la cauſa della ſua venuta in quella città, & egli riſpoſe nel modo, che l'haueua detto l’oracolo, la quale coſa inteſa dal giouanetto, raſe vn pcco della punta della ſua lancia , e quella raſura applicò alla piaga, e fatto queſto medicameto, Formione fu licentiato dal gíouanetto; e volendo ponere il piede dentro la lettica per ritornare à ſua caſa, nell’iſteſſo punto ſi ritrouò merauiglioſamete innanzi la porta della caſa ſua in Crotone, e come voleua ſalire alla lettica ,reſtò in piede come foſſe da quello ſmontato; e riconoſciuta la piaga, trouò quella ſanata (tanto adopraua il demonio in quei tempi) Licofrone dice che fù ferito quando andò Capitan generale detto Formione contro la città di Tenſa: queſta Hiſtoria ſtà cpiata ad literam da Suida, il qual dice hauerlo ìletto in Teopompo, come ſtà detto, & io così l’hò letto nella varia Hiſtoria di Leonico, come di ſopra.. Queſto Formione vinſe la detta città di Tenſa, e poi lacitrà di Cleta, come ſi diſſe a ſuo luogo. Vinſe anco due volte l’armate navali de Lacedemonij come ſtà detto nel trattato del porto di queſta città, e nella ſeconda battaglia di ottantacinque naui de Lacedemonij ſolo tre ne ritornato à loro mari, l'altre reſtaro parte ſommerſe, e parte ſe le conduſſe Formione ſeco, trionfando in Crotone, perloche la Repubblica lo fece trionfare per tutta la Città». 

In un altro libro del 1872, troviamo cenni sul porto ed i cantieri navali antichi, dove era costruita anche la famosa trireme, si tratta di “Storia crotoniata preceduta da un cenno sulla Magna Grecia” del linguista e scrittore Felice Caivano-Schipani, (fondatore di un'accademia ed un giornale dedicati a Pitagora) a pagina 43 e 44, leggiamo: «(Porto) – Pari alla magnificenza del Castello era quella dello spazioso e sicuro porto, dove costruivansì triremi, navi, ed altri vascelli. Per ciò fare non poco influiva ed era di portentoso aiuto il comodo della Sila , che, vicino alla Città , lo forniva d'ogni sorta di legname. – In questo porto poi stava sempre in piede una formidabile armata che serviva di difesa e alla Città e alle terre alla stessa suggette. E Formione, valoroso Capitano Crotoniata, ce lo attestata colla battaglia navale impegnata contro i Lacedemoni, i quali, di 85 navi, appena ne riportarono tre; sendo state tutte le altre quali prese e quali distrutte dai Crotonesi.». 

Bisogna dire sulle vicende mitologiche e della figura leggendaria di Formione, che aleggiano sin dall'immediato dopo battaglia della Sagra, c'è una diatriba non risolta sulla sua esistenza che sembra secondo alcuni sovrapporsi con quella di Leonimo, altro mitico stratega e militare crotoniate; ma questa è un'altra storia.

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https://www.laprovinciakr.it/cultura-spettacoli/cultura-krotonese/il-mare-e-l-antica-kroton-dalla-fondazione-ai-miti-agli-eori-che-la-tradizione-e-la-letteratura-storica-ci-hanno-tramandato

lunedì 20 giugno 2022

EPISCIRO L'ANTENATO GRECO DEL CALCIO MODERNO






Cultura/Storia

Sentito parlare mai di Episkyros (Episciro)?

É l'antenato greco del calcio (molto probabilmente si praticava anche nelle colonie greche del Sud Italia, in Magna Grecia), da dove poi i romani lo hanno preso e trasformato in Harpastum (Arpasto), variante che era parte integrante negli  allenamenti per i gladiatori e veniva praticato dai legionari al fronte ed in tutto l'impero. 

L'Episciro (per farci una idea) era più simile al Calcio Storico Fiorentino odierno che al calcio comune. Infatti il Calcio Storico Fiorentino deriva dall'Harpastum, e quindi dall'Episciro.

Tra Arpasto e Episciro le modifiche furono lievi, i romani stravolsero per lo più il nome che etimologicamente significa  "strappata a forza", riferimento ad una palla dura riempita di stoppa o di lana. 

L'Episciro si giocava sia con i piedi che con le mani, le squadre erano composte dai 12 ai 14 membri: 
"... si lanciavano la palla finché una di esse era costretta a retrocedere dietro la linea bianca alle loro spalle".

La particolarità era la competizione molto virile, esttemamente combattuta, non era uno scherzo (specialmente a Sparta), per farsi una idea basta vedere i video delle competizioni di Calcio Storico Fiorentino per capirne lo scontro fisico che ha ancora oggi e che, quindi, poteva essere molto più accentuato all'epoca.

In realtà esisteva anche un altro probabile antenato greco del calcio: la Sferomachia, ma alcuni pensano che non fosse un gioco con la palla, ma una sorta di pugilato, le "sfere" forse, altro non erano che dei guantoni antichi.

Continua...

venerdì 10 giugno 2022

LA GIUNTA VOCE AFFOGA TRA DEGRADO ED INCURIA, ALTRO CHE SPOSTAMENTO A DESTRA



Caro sindaco,

troppo chiederle di risolvere i problemi straordinari di questa città, ma ci sentiamo leggermente presi per il culo, quando parla di riscatto delle periferie, di differenziata, turismo ed opere d'arte murarie con effetti miracolosi, quando in realtà non riesce a mettere in ordine la città, con un po' di manutenzione ordinaria, un minimo di pulizia, qualche cassonetto della spazzatura nuovo per le periferie (passi ad esempio a Fondo Farina e guardi i cosiddetti "bidoni"), potrebbe magari far lavare strade e marciapiedi che risultano vistosamente lerci...
neanche a chiederle del buon verde pubblico curato, sarebbe troppo, lo sappiamo.

FACCIA ALMENO RIPULIRE LA CITTÀ!

Si fidi di chi gira la Calabria, come noi, e vede le altre città, con i soliti noti problemi calabresi (certo!), ma almeno con un po' di cura in più; anche nella nostra stessa provincia molti comuni su questioni  ordinarie, ci superano di gran lunga, con borghi estremamente puliti e differenziata organizzata discretamente.
E non vogliamo prendere ad esempio virtuosismi scontati del nord.

Comunque, evitiamo di mettere foto, Le risparmiamo almeno questo, anzi lo risparmiamo alla città erede della mitica Kroton, che non merita di essere sputtanata suo malgrado  fuori le mura e non merita neanche una amministrazione così mediocre. 

Progetto Phayllos
Crotone 



mercoledì 1 giugno 2022

FIERI DEL NOME ITALIA NATO IN CALABRIA

Narra Aristotele:

«Divenne re dell'Enotria un certo Italo, dal quale si sarebbero chiamati, cambiando nome, Itali invece che Enotri. Dicono anche che questo Italo abbia trasformato gli Enotri, da nomadi che erano, in agricoltori e che abbia anche dato ad essi altre leggi, e per primo istituito i sissizi. Per questa ragione ancora oggi alcune delle popolazioni che discendono da lui praticano i sissizi e osservano alcune sue leggi»

(AristotelePolitica, VII, 9, 2)

e ancora:

«Italo, re degli Enotri, da lui in seguito presero il nome di Itali e Italìa l'estrema propaggine delle coste europee delimitata a Nord dai golfi [di Squillace e di S.Eufemia], di lui dicono che abbia fatto degli Enotri, da nomadi che erano degli agricoltori stabili, e che abbia imposto loro nuove leggi, istituendo tra l'altro per primo le sissizie»

(Aristotele, Politica, VII, 10, 2-3)


CHI É NATO A CROTONE...

CHI É NATO A CROTONE Chi é nato a Crotone ha un dovere ancestrale verso la città, non una urbe qualsiasi, ma la splendente ultra...