giovedì 11 luglio 2024

CALABRIA, LA PRINCIPESSA NERA TRA BENI CULTURALI E ARCHEOLOGIA DURANTE IL FASCISMO




La marchesa Maria Elia De Seta Pignatelli, era la "principessa nera" di Calabria, amica personale di Benito Mussolini e moglie in secondo matrimonio del mitico principe Pignatelli, questo ultimo, capo del fascismo clandestino al Sud dopo il 1943 a cui aderivano gli studenti ed i famosi "88 del processo a Catanzaro", un vasto fenomeno di "partigianeria nera" che creò diversi problemi alle forze alleate tra Crotone, Cosenza, Catanzaro e Lamezia Terme.

La marchesa, affascinate agente dell'intelligence della RSI, che oltre al suo impegno in politica (tra mito e legenda), si dice che organizzò i canali clandestini per la fuga dei fascisti italiani presso l'Argentina e tramite i contatti che aveva con Evita Peron, una sorta di "Rete Odessa" ma in versione calabra con epicentro a Sellia Marina (CZ). 
 
Pochi sanno che é stata la prima in Italia ad aver organizzato dopo il 1945 un movimento post e neo fascista legale (avete capito bene, con statuto versato prima dell'MSI), con migliaia di donne aderenti in tutta Italia, dedite al volontariato ed alla cura dei reduci fascisti. 

Ma cosa c'entra con i beni culturali?

Da sempre frequentatrice  dei "salotti" culturali calabresi,  ricopriva tramite il benestare del regime fascista, un ruolo di prim'ordine nelle politiche dei beni culturali in regione, era di fatti una figura che si può definire un
"proto-soprintendente".
Agevolata oltre le sue indubbie doti anche dal suo primo matrimonio col sindaco di Catanzaro e tramite l'amicizia personale e gli scambi culturali che aveva instaurato con Michele Bianchi (calabrese e ministro dei lavori pubblici durante il ventennio e primo segretario nazionale del PNF). 
Riuscì in tutto il periodo prebellico a promuovere campagne di scavi e di tutela dei beni storici calabresi e in difesa di borghi e castelli in decadenza.

Molto umana, ammirata, impegnata su diversi fronti che spaziavano dal volontariato alle attività di intelligence bellico, era una abile tessitrice di rapporti sociali, coltivava amicizie nel mondo attinente ai suoi interessi, con cui s'incontrava regolarmente nella sua casa di Piazza Farnese a Roma e a volte a Palermo; era inoltre il vice presidente nazionale di un istituto statale a difesa dei castelli e delle fortezze. 

Nella sua lista di innumerevoli amici illustri, puntellata da nomi dal calibro di Gabriele D'Annunzio, va annoverato l'importantissimo archeologo Paolo Orsi,
che da tempo e ben prima del ventennio operava in Calabria, dove aveva organizzato il museo di Reggio Calabria e già aveva fatto scavi e rinvenimenti importanti in tutta la regione (tra cui la scoperta nel 1910 del famoso mosaico di Capo Colonna a Crotone).


Orsi, con grande piacere di Maria De Seta Pignatelli, nel 1924  venne autorizzato dal regime a ulteriori scavi in Calabria, tra cui quello di Ciró Marina, cittadina ionica nel crotonese, individuando per la prima volta l'antica Krimisa e i resti del tempio e della statua di Apollo Aleo; nel tempio di Krimisa la mitografia antica ufficiale vuole che erano conservati l'arco e le frecce di Eracle, donate dallo stesso all'eroe della guerra di Troia: Filottete, fondatore, fra l'altro, non solo di Krimisa, ma anche di Macalla, Chone e Petelia. 
Paolo Orsi a Ciró Marina  ritrovò quindi la testa ed altre parti dell'acrolito di Apollo, oggi conservati al museo nazionale di Reggio Calabria.

Il fascismo spingeva innegabilmente verso la riscoperta dei tesori della Magna Grecia, in un periodo dove la sensibilità ai beni culturali era alta, nasceva proprio alla fine degli anni trenta la prima legge di tutela paesaggistica e delle cose di interesse storico, il principio della legislazione dei beni culturali odierna. 
Maria de Seta, al di là della sua posizione politica é stata una grande promotrice culturale della Calabria e dei suoi tesori paesaggistici, storici, naturali ed archeologici, agli albori della tutela dei beni culturali.

Davide Pirillo 

Foto 1: Maria de Seta 
Foto 2: Paolo Orsi (A sinistra)
Foto 3: Rappresentazione pittorica di Filottete 




CHI É NATO A CROTONE...

CHI É NATO A CROTONE Chi é nato a Crotone ha un dovere ancestrale verso la città, non una urbe qualsiasi, ma la splendente ultra...