25.620 EURO PER UN MURALE DI UN GRAFFITARO COMUNISTA, IL REGALO DEL SINDACO VOCE ALLA PROPAGANDA DI PARTE
Sul murale di Rino Gaetano
Jorit si è presentato dal principio a Crotone, con maglia degli Antifa, sigla universale degli ambienti militanti antifascisti più estremi, quelli arroccati nei centri sociali più esagitati d'Europa.
La sua "divisa" non smentisce le sue intenzioni propagandiste, ed ecco che prima di iniziare il suo murales lancia un messaggio, utilizzando una versione della canzone "Nuntereggae più" parafrasata dal "cantante" Zulù per un concerto dei famigerati 99 Posse a Cosenza, si proprio loro quelli della canzone: «Se vedo un punto nero gli sparo a vista».
Jorit è un graffitaro comunista, innegabile, e lo fa esprimendo la sua ideologia tramite le sue opere, che onorano anche personaggi estremamente politicizzati come il graffito di Gramsci a Firenze.
Tutti naturalmente con segni tribali in faccia, segno a suo dire "Human Tribe", cioè una visione universalista e pro immigrazione della sua opera.
Ed ecco anche nella "operazione crotonese" in uno degli occhi della rappresentazione di Rino Gaetano viene riflessa la bandiera con i colori arcobaleno, quella bandiera con la presunzione di essere "della pace", ma che ha trovato posto solo nei cortei dell'estrema sinistra e negli eventi del mondo LGTB e Gender; non a caso Luxuria dopo un evento a Crotone è accorso a onorare il murale di Jorit con tanto di foto dove si ritrae col murale alle spalle, "ricordino" poi messo sulle sue pagine social.
Elogio "speciale" sui social per l'operazione è arrivato anche dal leader del Partito Comunista, cioè da Marco Rizzo in persona.
Insomma tutta una chiara operazione ideologica che ha trovato culmine con la scritta: «Rino Gaetano eterno Ribelle» firmata con falce e martello, anzi due; scritta che spunta vergata a bomboletta sopra un muretto, che oggi sembrava quasi presidiato dal drappello di comunisti militanti e non, accorsi sotto il murale per celebrare il culmine dell'operazione Jorit.
Nella Crotone dove si spaccano le targhe ai caduti delle Foibe, era il caso di creare un laboratorio marxista come questo?
Pagarlo profumatamente, 25.620 euro in determina comunale, con soldi pubblici (fondi ministeriali) che non hanno indirizzo ideologico?
Istituzionalizzare così una operazione ideologicia di estrema sinistra?
Il sindaco e la giunta dovrebbero sapere che con le ideologie non si gioca, pur capendo la loro voglia di fare grandi operazioni, dovrebbero stare distanti da certi ambienti che ancora producono scontri ideologici.
Se continuiamo così a breve avremo piazzale Lenin con suo busto, altro che Pitagora. Tanto a aqualche personaggio della giunta, contiguo politicamente con i circoli comunisti: piacerebbe.
Rino Gaetano non avrebbe approvato: «
Rino Gaetano eterno ribelle: si! Ma non si sarebbe fatto strumentalizzare.
Progetto Phayllos
Crotone



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